Massimo Cosco, 27 anni di Crotone, mercoledì 12 agosto ha eseguito le manovre di soccorso riuscendo a rianimare un uomo: “Ho operato con freddezza, dopo mi sono messo a piangere”
CROTONE – “Siamo formati per affrontare questo tipo di eventi e oggi tutto il lavoro svolto in questi anni è servito a salvare una persona”. Massimo Cosco, 27 anni di Crotone, è il bagnino del Fruit Hotel Casarossa che mercoledì 12 agosto ha soccorso e salvato la vita ad un uomo di 82 anni sulla spiaggia.
Erano le 12.30 di giovedì quando Cosco è stato richiamato da un ospite dell’Hotel che gli segnalava un uomo che stava male. Insieme hanno tolto l’uomo dall’acqua e lo hanno adagiato sulla spiaggia. L’uomo poco dopo ha perso i sensi. Il bagnino ha subito controllato le sue condizioni accorgendosi che non c’era polso. Quindi ha iniziato subito le compressioni, mentre dava le indicazioni ai bagnanti accanto per chiamare soccorsi e cercare un defibrillatore. nel frattempo sono arrivati anche i bagnini dagli stabilimenti vicini – La Ronde e Sun Beach portando il defibrillatore che non è stato utilizzato: “Alla ventesima compressione – racconta Cosco – l’uomo ha avuto un colpo di tosse ed ha ripreso a respirare. L’ho messo in posizione di sicurezza ed abbiamo atteso l’ambulanza monitorando le sue condizioni. Quando è stato preso in cura dai sanitari era cosciente”. Al soccorso hanno collaborato anche un medico che si trovava a passeggiare sulla spiaggia ed una infermiera che è ospite di Casarossa.
“Faccio il bagnino da 10 anni ed è la prima volta che mi è capitato un soccorso di questo tipo” racconta Cosco che è tesserato della Federazione italiana salvamento acquatico (Fisa). Il giovane crotonese evidenzia il ruolo dei bagnini sulla spiaggia: “Per avere e rinnovare il brevetto di bagnino si devono seguire dei corsi di soccorso di livello elevatissimo che facciamo grazie a personale altamente qualificato. Ogni due anni facciamo l’aggiornamento sul corso Blsd. Insomma una formazione continua che mi sono reso conto è servita tantissimo, perché in quel momento ho operato con freddezza, muovendomi come ci hanno insegnato ed impartendo gli ordini a chi avevo attorno per collaborare. Solo dopo, quando ho realizzato, ho scaricato l’adrenalina con qualche lacrima”.