Emergenza a Ladispoli, nove salvataggi in poche ore: «Rispettate il mare e i giovani bagnini»

Una giornata di sole e mare che rischiava di trasformarsi in una sequenza interminabile di tragedie. Nove salvataggi nel giro di pochissimo tempo sul litorale di Ladispoli hanno messo a dura prova il dispositivo di sicurezza delle spiagge locali, riportando al centro del dibattito la sicurezza in acqua e, soprattutto, il tema della responsabilità individuale. Tra onde insidiose, correnti di risacca e bandiere rosse regolarmente ignorate, l’intervento tempestivo dei giovani bagnini di salvataggio ha evitato il peggio. Ma l’allarme resta altissimo.

Per fare il punto della situazione e lanciare un accorato appello alla prudenza è intervenuto Enzo Freddi, esperto e punto di riferimento della FISA (Federazione Italiana Salvamento Acquatico), di cui è delegato provinciale. È anche responsabile della protezione civile Dolphin, in coordinamento con Comune e Capitaneria di porto con l’attivazione di bagnini sulle spiagge libere. Il suo giudizio, su quanto accaduto a Ladispoli è netto, privo di sconti, ma mosso da una profonda preoccupazione per la salvaguardia della vita umana.

 

La squadra della Dolphin

«Quello che è successo a Ladispoli non è un fatto isolato, ma rappresenta un campanello d’allarme drammatico», esordisce Freddi. «Parliamo di tante persone tratte in salvo grazie esclusivamente alla prontezza, alla preparazione e al coraggio di ragazzi giovanissimi. Tuttavia, dobbiamo dirlo con assoluta chiarezza: nella stragrande maggioranza dei casi, questi interventi scaturiscono da una imprudenza pura, da una sopravvalutazione delle proprie capacità e da una totale mancanza di rispetto per le regole base del mare».

Il punto critico su cui l’esperto della FISA intende accendere i riflettori non riguarda soltanto l’incolumità del bagnante incauto, ma il pericolo diretto a cui vengono esposti i soccorritori.

«Un bagnante che si tuffa con la bandiera rossa o con il mare agitato non mette a rischio soltanto sé stesso», prosegue Enzo Freddi. «Innesca una reazione a catena devastante. I nostri bagnini, spesso ragazzi di vent’anni o poco più, si tuffano senza esitare in condizioni estreme per strappare una vita alla corrente. Sono professionisti preparati, affrontano addestramenti durissimi, ma non sono supereroi né sono invulnerabili. Per l’assistente bagnante è necessario un addestramento continuo in mare non solo in piscina, questa non è un’attività sportiva bensì professionale dove si rischia la vita. Ogni volta che un soccorritore entra in acqua con il mare in mareggiata, sta rischiando la propria vita per riparare a un errore o a un capriccio altrui. Tutto questo è ingiusto e inaccettabile».

Freddi sottolinea come il mare del litorale laziale, e in particolare la zona di Ladispoli, presenti dinamiche morfologiche ben precise, dove le secche e le buche generate dalle correnti di ritorno possono ingannare rapidamente anche chi si ritiene un nuotatore esperto.

LE RACCOMANDAZIONI. Con la stagione estiva nel vivo e le spiagge affollate da migliaia di persone, la Federazione Italiana Salvamento Acquatico, tramite le parole di Freddi, rinnova le regole fondamentali per una balneazione consapevole: rispettare le bandiere sulla battigia, conoscere i propri limiti, non sfidare le correnti di risacca, consultare i bagnini e rispettare anche la digestione e i tempi del corpo. «La vacanza deve essere un momento di gioia, relax e spensieratezza, non l’origine di un dramma familiare o di una pagina di cronaca nera», conclude Enzo Freddi. «Ai villeggianti e ai residenti chiediamo un grande atto di maturità. Rispettate il mare, rispettate i segnali, ma soprattutto rispettate quei giovani in maglietta rossa che vigilano su di voi ogni giorno sotto il sole. La loro vita vale quanto la vostra. Divertirsi in sicurezza è possibile, basta usare la testa prima di tuffarsi».

L’APPELLO OLTRE REGIONE. Dal litorale laziale alla Sicilia dove anche in queste ore un’altra persona qualificata, Leonardo Vasile (guida outdoor specializzata in esperienze nella natura tra cui sup, canottaggio costiero e snorkeling), si è trovata in un caso simile dando l’allarme alla guardia costiera sulla spiaggia di Guidaloca in provincia di Trapani. «I bagnanti si avventurano anche con forti correnti – dice – come avvenuto domenica e poi si ritrovano in difficoltà. Ho lanciato l’allarme alle autorità competenti, ma dispiace soprattutto perché spesso sono gli adulti a rischiare e a far attivare salvataggi prodigiosi. A cosa vale la prevenzione, la bandiera rossa, i corsi nelle scuole, se poi si rischia in questo modo?».